Rivista periodica MARCO pagine di dibattito e riflessione sui tempi e spazi che viviamo


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Fiabe e animali

La pubblicità cerca spunti. Toscani: "E' finita"
Dalla cartellonistica alla televisione, internet e sull'iPhone, siamo costantemente bombardati da spot di ogni tipo. Difficile prevere il futuro, ma sembra che ci siano nuove aree di sperimentazione. Da Cenerentola alla Sirenetta
le fiabe tornano di moda e affollano i cartelloni pubblicitari per la pubblicità di Hermès. Ma a rendere il panorama cittadino ancora più strano sono le fotografie della pantera Cartier, un gattone che gioca con i gioielli. Ormai la pubblicità fa parte del nostro mondo, e guardando più in là si intravedono anche nuove frontiere e sperimentazioni. Secondo Paola Panarese, professore aggregato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza "il futuro è nel 'foodadvertising -dice a Ign, testata online dell'Adnkronos - ossia gli spot sui banchi della frutta e verdura, il 'body renting' ossia lo spot sul corpo delle persone e, perché no, l''animal advertising con la pubblicità attaccata sul cane, il gatto o la mosca". Sicuramente d'effetto per la professoressa Panarese la campagna di Hermès, curata dal fotografo Paolo Roversi, che con Karlie Kloss interpreta in chiave moderna alcune delle fiabe più celebri, come La Sirenetta, Cenerentola, La principessa sul pisello e molte altre. "Il messaggio che si vuole trasmettere è 'La vita è come una fiaba' - dice -. E' un tipo di pubblicità che appartiene alla tradizione dello 'story telling', l'idea di raccontare una storia come quando eravamo bambini. Un tipo di campagna che è stata abbandonata con il periodo di crisi economica per dare maggior spazio a messaggi più concreti. Ma si sa le fiabe non passano mai di moda". Ecco allora la bellissima e giovane modella posare da Sirenetta di Andersen o perdere la scarpetta come Cenerentola. A fare da sfondo un unico colore: l'arancio, tinta cromatica icona del marchio parigino.
Gran parte degli italiani, la situazione è diversa in altri paesi come Francia e Germania, si formano soltanto attraverso la televisione e la pubblicità. Non leggono. Le masse si muovono secondo degli impulsi superficiali. Chi non legge, chi non pensa per conto proprio, la sola fonte di conoscenza è la pubblicità.
Oggi i pubblicitari sono i veri analisti sociali perché devono differenziare le pubblicità secondo le diverse nicchie. Esistono filosofi, antropologi, ma dal punto di vista della possibilità di raggiungere un grosso pubblico in maniera comprensibile e citarne i gusti, sono i pubblicitari i nuovi guru". Fonte: Adnkronos ...torna alle notizie

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